All’inizio c’è sempre una scintilla da cui tutto ha seguito. Una Matrice intesa come Madre generatrice di infinite visioni del mondo sia a livello macroscopico che nelle sue dimensioni infinitamente piccole e invisibili. Per definizione primaria e fondamentale, la materia che ci circonda è descritta da una funzione d’onda espressa come determinante di una Matrice. Andando oltre il significato scientifico e il suo uso costante nel linguaggio matematico, fisico e chimico, queste tre identità apparentemente astratte: funzione d’onda, determinante e Matrice, lavorano in alchimia tra loro, cercando di aprire la limitata visione del mondo, oltrepassando le dimensioni che l’uomo è in grado di riconoscere solo tramite i suoi cinque sensi. Tutto gli appare reale in un determinato momento finché qualcos’altro lo costringe a cambiare il punto di vista, o meglio, quella realtà che non è unica, ma ha la probabilità di esserlo in quel momento.

Nelle dimensioni macroscopiche la materia occupa spazio, ha un volume, una massa, compresi i suoi passaggi di stato. Può cambiare o modificarsi, secondo interazioni interne ed esterne alla sua struttura base, in sintesi è tutto il mondo naturale che sappiamo riconoscere. In parallelo, nelle dimensioni microscopiche quando si usa la parola materia ci si inoltra nel campo della fisica atomica e subatomica fino ad arrivare a quella nucleare e delle particelle, o fisica delle alte energie. In queste micro dimensioni lo studio della materia spazia con ricerche e sperimentazioni che a tutt’oggi sono in parte dimostrabili e dall’altra ancora molto incerte. Andando per gradi, nella parte della fisica atomica e subatomica la struttura base è quella dell’atomo che per contraddizione è un anti-struttura, cioè invisibile. L’atomo è composto principalmente da tre tipologie di particelle subatomiche che hanno dimensioni ancora più piccole: protoni, neutroni ed elettroni. Protoni e neutroni formano il nucleo, mentre gli elettroni ruotano intorno ad esso tramite degli orbitali, generando un campo magnetico. L’immagine è simile ad un sistema planetario con il sole al centro e i pianeti che girano intorno. Scendendo ancora di scala entriamo nella parte della fisica nucleare e delle particelle, che esplora dimensioni ancora più piccole del nucleo atomico. A tutto questo si affiancano altri canali di ricerca come ad esempio la Teoria delle Stringhe o Teoria del Tutto e la M-Teoria che intraprendono il tentativo di unire la fisica quantistica alla relatività classica. Una ricerca ardua e affascinante nella scoperta continua di come tutto il nostro creato, l’Universo, l’assoluto sia reale. Come è possibile intuire, gli studi s’inoltrano sempre di più nelle dimensioni invisibili, con esperimenti continui e ignoti ai comuni mortali che sono entità tridimensionali e al massimo possono intuire di esistere dentro una quadridimensionalità come il Tempo.
In questo caso ha ragione il filosofo e fisico Meinard Kuhlmann quando scrive: I fisici parlano di un mondo fatto di particelle e campi di forze, ma non é chiaro che cosa siano particelle e campi di forze in ambito quantistico. Invece il mondo potrebbe essere composto da fasci di proprietà quali il colore e la forma. Parlare delle dimensioni invisibili del mondo microscopico è un po’ come pensare agli studi magici che erano propri degli alchimisti con la ricerca di trasformazione dei metalli in oro e argento per mezzo della pietra filosofale. Un’ alchimista era colui che sperimentava e ascoltava la forza della natura, del creato, cercando la Matrice primordiale generatrice di ogni cosa. Non si deve pensare all’alchimia come una versione rozza della chimica perché le sue sperimentazioni di un tempo passato hanno sempre cercato di trovare il legame segreto che c’è tra l’uomo e le potenti forze naturali. Augusto Piccini, chimico e accademico dei primi del novecento scrisse: La chimica, come tutte le scienze, specie sperimentali, non ha tempo. Chi distingue l’alchimia dalla chimica moderna commette un errore. Sull’evoluzione del pensiero e dell’opera umana c’è continuità. L’alchimia non è la chimica antica intanto. La chimica è chimica dal suo inizio fino a oggi. Ci sono delle grandi fermate, come per l’uomo che sta per spiccare il salto al progresso.
Anche per la scienza alchemica esistevano varie discipline derivate come:
l’archimagia, chimica ermetica, crisopea, e la medicina spagirica. Quest’ultima era
chiamata anche medicina dell’equilibrio nata con Paracelso nel 1493 e aveva l’obbiettivo di comunicare che nell’uomo sano le forze dense e sottili sono in perfetto equilibrio, e che la malattia interviene quando questo equilibrio è spezzato. Si tratta disquilibri energetici causati dall’interruzione tra il microcosmo che è l’uomo, il macrocosmo locale che appartiene ai tre regni (minerale, vegetale, animale) e il macrocosmo che è l’universo. Fondamentale era la scelta delle piante e dei minerali secondo il disturbo della malattia, poiché per la concezione alchemica tutto ciò che c’è nel macrocosmo si riflette nel microcosmo. Dalla cura della malattia arriviamo alla psicologia con lo psichiatra e psicanalista Carl Gustav Jung che grazie all’incontro con l’alchimia riuscì a dare una svolta nello studio dei processi psicotici e nevrotici dei suoi pazienti. La deduzione che tutto era collegato a corrispondenze visibili e invisibili del cosmo, gli permise di comprendere come la scienza alchemica era un’azione di purificazione e trasformazione della psiche umana dalle tenebre e dalla paura per arrivare a una evoluzione della personalità: Siamo così abituati alla natura apparentemente razionale del nostro mondo che facciamo fatica a immaginare che possa accadere una qualsiasi cosa che non possa essere spiegata dal buon senso.
Cambiano i tempi, gli strumenti e il tipo di sperimentazione, ma la domanda rimane la stessa: come tutto questo è stato generato? Qual’è la fonte primaria, la Madre, la Matrice primordiale per eccellenza? In un certo senso l’indagare nell’ignoto ci piace, ci rende vivi e partecipi di qualcosa che è più grande di noi. Possiamo dargli dei nomi come: Dio, Allah, Buddha, Divinità, Dei, Universo, Cosmo; possiamo perfino immaginare l’infinito e inventare dei simboli collegati a significati mistici o magici, ma una cosa non dobbiamo fare, pensare di essere indispensabili perché la potente Natura continua il suo cammino anche senza l’essere umano.
DISARMONIE PARALLELE di Pamela Ferri_Articolo pubblicato su ArtApp Magazine n. 26
Immagini: STELLA MADRE di Pamela Ferri
performance: Anima Astrale_Luisiano Schiavone; Corpo Terrestre_ Federica Faishà Lenzi,
Foto di Fabio Turri
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